Se pensi sia utile quello che faccio, sostienimi!
GrazieFacebook Like

Scroll to top
en it

Museo della Motocicletta Frera


Sergio Junior Franco - Giugno 26, 2020 - 0 comments

Tempo stimato di lettura: 5’

Il museo della motocicletta Frera è un luogo unico perché racconta la storia della prima industria motociclistica italiana, la terza in Europa.

Il Museo

La struttura del museo è stata ricavata negli ex edifici della Frera.

Dove prima esisteva un vigneto Corrado Frera riuscì a costruire la fabbrica operativa dal 1905.

Il museo occupa una porzione dello stabile, al piano superiore.

Al piano terra vi è una biblioteca con annessa un’emeroteca, una sala conferenze, una sala eufonica, un bar e varie aule dove gli studenti possono esercitarsi.

La collezione motociclistica

La collezione è ricca e variegata, ma il cuore stesso del museo sono le motociclette della Frera.

Salendo le scale o uscendo dal comodo ascensore si incontrano subito pezzi che hanno fatto la storia del motociclismo.

Ci sono alcune Moto Guzzi, Benelli, Alcyon, Zundapp, Wanderer Werke, Della Ferrera e altro ancora.

Il percorso di visita

La visita del museo richiede circa un’ora o poco più.

L’ingresso è libero o si può lasciare un’offerta libera.

Prima di andare nella sala dedicata alla Frera, consiglio di godere della vista di alcuni pezzi della collezione molto rari.

In particolare “un prototipo Colombo moto” e un modello della Maserati di cui sono stati prodotti 28 esemplari ma solo 4 risultano ancora integri.

Oltre a queste moto particolari ci sono moltissimi ciclomotori e motocicli di alcune marche più conosciute come: Bianchi, Gilera, Lambretta, MV e Piaggio.

Salone Frera

Visitato il salone dedicato alla storia del motociclismo è giunto il momento di entrare nel salone Frera, il cui ingresso è messo in risalto da una locandina dei tempi.

È come fare un balzo nel passato di oltre un secolo, si vede l’evoluzione della moto, dalle prime biciclette a motore alle motociclette.

Piacevole scoprire come la Frera Moto fosse un’azienda innovativa e pronta a grosse sfide tecnologiche.

Per chi ama la meccanica è sicuramente curioso vedere certe soluzioni a livello tecnico e motoristico usate ancor oggi.

Breve storia

La nascita del museo era solo questione di tempo.

Negli anni a cavallo tra il 1905, anno della fondazione, e il 1936 questa fabbrica produsse grandi benefici alla città di Tradate.

Le amministrazioni comunali avviarono un progetto di recupero dello stabile all’inizio degli anni 2000, e riuscirono a inaugurare il museo nel 2005 per festeggiare il centenario dell’azienda.

Nel 1908 la Frera ricevette la prima commissione dal neonato corpo dei Bersaglieri.

I successi sportivi arrivarono quasi subito, tra il 1911 e il 1927 la Frera si impose contro rivali come Benelli, Bianchi e BMW.

Gli standard tecnici e la robustezza permettevano alla Frera di vincere agevolmente, raggiungendo velocità anche superiori ai 100 Km/h.

Nel 1914 alla Frera fu dedicata la copertina del nr.1 della rivista, ancora oggi attiva in Italia, “MOTOCICLISMO”.

Il “Regio Esercito Italiano”, durante la 1° guerra mondiale divenne il più importante cliente, ordinando sia moto sidecar che motociclette standard.

La produzione andò bene fino alla crisi del 1929 che investì successivamente agli Stati Uniti anche l’Europa, costringendo tutti i mercati a drastici tagli.

Nello stesso anno Corrado Frera, fondatore e presidente della Frera indisse una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione per affrontare la crisi.

Le decisioni scatenarono toni molto accesi e al termine della riunione il Frera, ritrovandosi solo, decise di abbandonare a malincuore la sua creatura.

Nel 1930, con a capo il nuovo presidente (Prof. Emilio Fossio) ci fu il tracollo delle vendite e nel 1932 la Frera chiuse per la prima volta.

Nel 1933 con un nuovo finanziatore, l’Ing. Angelo Soprani che divenne il nuovo Presidente della Frera, si tentò di riavviare la produzione.

Purtroppo non ci fu mai quella ripresa necessaria a rivitalizzare l’azienda tanto che la stessa chiuse definitivamente nel 1936.

Durante la 2° guerra mondiale gli stabilimenti furono requisiti dallo stato per la produzione di proiettili ed altri utensili.

Dopo la guerra i capannoni furono utilizzati da varie aziende per alcuni anni, per poi essere abbandonati e essere vittime di un incendio negli anni 60.

Il museo fa parte dei circuiti di visita di ”Varese terra di moto”, associazione che ha lo scopo di promuovere il territorio varesino per chi fa mototurismo.

Si ringraziano i responsabili del museo per il prezioso contributo nella fase di revisione e stesura definitiva del testo.

Come raggiungere il Museo della Motocicletta Frera

Indirizzo: Via Zara, 37, 21049 Tradate VA

Come Arrivare da Varese:

Prendere la S.S. 233 fino alla rotatoria che incrocia via Bianchi.

Attraversare tutto il centro fino a raggiungere la Parrocchia prepositurale di Santo Stefano, alla rotonda svoltare a sinistra e proseguire dritto per circa 630 mt. fino al cancello di accesso al parcheggio del museo.

Come Arrivare da Milano:

Autostrada A8 direzione Varese, uscita A36 Lentate sul Seveso – S.S.35 dei Giovi, uscita Mozzate – Cislago, prendere per Mozzate Cislago, alla rotonda svoltare a destra per Cislago, proseguire sulla Via Como e poi Via Gorla fino all’incrocio con la S.S. 233.

Dopo Locate Varesino proseguire dritti alla rotonda e abbandonare la S.S.233 per il centro di Tradate, seguire la via Fiume, Guglielmo Marconi fino al passaggio a livello, poi svoltare alla seconda a destra e seguire le indicazioni per il museo, alla rotonda svoltare a sinistra, l’ingresso del parcheggio del museo è circa 65 mt sulla destra

Coordinate G.P.S.: 45°42’43.6″N 8°54’38.2″E

Gallery

Orari di visita

Giovedi: 20.00 – 22.00

Sabato: 15.00 – 18.00

Domenica: 15.00 – 18.00

Link correlati

Related posts

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *